L’arrivo dei greci nel Salento si ebbe sia durante la Magna Grecia che durante la dominazione bizantina, soprattutto quando molti religiosi emigravano a causa delle contese sull’iconoclastia, nell’VIII secolo, e a seguito delle campagne militari dell’imperatore Basilio I. In questo periodo i numerosi villaggi avevano cultura e lingua greca e praticavano la religione greco-ortodossa.
A seguito della conquista normanna e delle successive dominazioni sveva, angioina, aragonese e spagnola, il clero e i monaci cattolici soppiantarono gli ortodossi e anche la lingua greca cadde in disuso. Purtroppo, dopo la seconda guerra mondiale diminuì ulteriormente il numero delle persone che parlavano il greco.
Dagli anni novanta i comuni ellenofoni decisero di unirsi per cooperare, con lo scopo di valorizzare e promuovere la cultura e le antiche tradizioni, fino all’8 giugno 1990, anno in cui è stato ufficialmente istituito il Consorzio dei Comuni della Grecìa Salentina. Nel 1996 è stata, poi, istituita l’Associazione dei comuni della Grecìa Salentina, al fine di salvaguardare la cultura e la lingua e promuovere il territorio. Nel 2001, infine, venne istituita l’Unione dei comuni della Grecìa Salentina.
I comuni che fanno parte della Grecìa salentina sono sempre stati 9, ma dal 2007 si sono aggiunti altri paesi non ellenofoni, arrivando a raggiungere i 60000 abitanti nell’intera area. Attualmente i centri che la compongono sono 11: Calimera, Carpignano Salentino, Castrignano dei Greci, Corigliano d’Otranto, Cutrofiano, Martano, Martignano, Melpignano, Soleto, Sternatia, Zollino. Il griko è usato ancora oggi, principalmente dalle persone anziane, soprattutto nei comuni di Sternatia, Martignano, Calimera, Corigliano d’Otranto, Zollino e Martano. Purtroppo però i giovani non conoscono la lingua e molto probabilmente un giorno perderemo questo lato culturale che fa parte della Grecìa Salentina.




