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Chi è stato in vacanza nel Salento, non può non conoscere cosa sia! In realtà, spesso succede che anche gli abitanti locali non riescano a capire cosa sia, per i numerosi nomi che prende da Comune a Comune, lungo tutta la Puglia in base ai vari dialetti locali (Furnu, Furnieddhru, pagghiara, trullo, pagghiaru), ma il motivo per cui si creavano queste autentiche opere d’arte fatte a mano, è sempre lo stesso.

“Lu Paiaru” era un rifugio di fortuna costruito dai contadini in aperta campagna, per ripararsi dal caldo dal freddo e dalla pioggia. La loro base era quadrata o rettangolare larga all’incirca 2 metri per 3 fatta di pietre a secco per un’altezza di un metro, un metro e venti. Per costruire il tetto venivano utilizzati rami di mandorlo, ulivo o altri alberi lunghi tra i 2 e i 3 metri. I rami assumevano la forma di un cono capovolto legati alla punta ed incastrati alla base tra le pietre in modo che non cadessero con il vento. I rami venivano a loro volta coperti da paglia e terra battuta in modo che l’acqua scivolasse via. In alcune parti del Salento, invece, spesso la base era cilindrica per poi rastremarsi in altezza.

Quando in estate i contadini lavoravano i campi, ed in particolare quando mietevano il grano, la biada ed i foraggi in genere, si rifugiavano nei pagliai per trascorrerci anche la notte. Vicino allu “paiaru” improvvisavano tra una pietra e l’altra un camino all’aperto, dove cucinavano soprattutto legumi come fave, piselli e ceci cotti in una “pignata” e serviti in un unico piatto dove mangiavano insieme fino a sei, sette persone.

“Lu Paiaru” è visibile tra le campagne del Salento, e ricorda spesso alle nuove generazioni come i propri antenati lavoravano per portare a casa il pane. Nel raggiungere le nostre Case Vacanza, tra un paesaggio e l’altro, siamo certi che noterete questi autentici capolavori ricchi di storia.